Sinopsi
«I libri di Vitali si leggono d’un fiato... sono densi di dettagli: quelli che la memoria conserva facendoci sorridere. Non è poco. »
Il Sole 24 Ore - Giovanni Pacchiano
Da questo romanzo un episodio della serie tv di Rai 1 «Una finestra vista lago»
Siamo negli anni Trenta, all’epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella caserma dei carabinieri di Bellano si presenta un’anziana signora, «piccola, vestita con un cappotto grigio color topo», che vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo. La signora Tecla Manzi, anzi, signorina, per la precisione, è venuta a riferire la sparizione di un piccolo quadro che teneva appeso sopra la testata del letto. Una cosa da niente. Impossibile pensare che qualcuno abbia anche solo immaginato di volerlo rubare. Ma lei, «secca da far paura e non più alta di un metro e cinquanta», con la schiena bella diritta e la borsetta sempre afferrata con due mani, insiste per sporgere formale denuncia. E non tanto per: ha una storia da raccontare, e vuole raccontarla solo al maresciallo Ernesto Maccadò. Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri. Con l’estrema bravura che la critica e il pubblico gli riconoscono, Andrea Vitali disegna l’anima dell’Italia più vera raccontando i piccoli segreti della vita di paese e, sullo sfondo, la grande storia. Intrecciando e dipanando senza posa i fili di una matassa che sembra non avere fine, divertendosi a incrociare mille destini e aneddoti, creando personaggi vivissimi nelle loro astuzie e ingenuità, cogliendo quei dettagli che fanno sorridere e ricordare, La signorina Tecla Manzi si fa leggere tutto d’un fiato e aggiunge un godibile tassello ai casi del maresciallo Ernesto Maccadò in quel coinvolgente universo romanzesco affrescato da Andrea Vitali.